Читаем La velocità del buio полностью

— Il loro tavolo è pronto — dice Ciao-Sono-Sylvia, e io cerco di non sobbalzare mentre distolgo gli occhi dalla scritta della birra.

Prendiamo posto intorno al tavolo nel solito modo e sediamo. Ordiniamo le stesse cose che mangiamo sempre ogni volta che veniamo qui, perciò ci vuol poco a fare le ordinazioni. Aspettiamo l'arrivo del cibo senza parlare, perché ognuno di noi, a modo suo, si sta adeguando alla situazione. Siccome sono reduce dalla visita alla dottoressa Fornum, osservo più acutamente del solito i dettagli del procedimento. Linda sta picchiettando le dita sulla parte convessa del suo cucchiaio secondo uno schema complesso che renderebbe un matematico beato quanto sta rendendo beata lei. Io continuo a guardare la scritta della birra con la coda dell'occhio, e così fa anche Dale. Cameron sta agitando il minuscolo dado di plastica che tiene in tasca, abbastanza discretamente da non farsi notare da chi non lo conosca, ma io vedo il movimento ritmico della sua manica. Anche Bailey guarda la scritta della birra. Eric si è tolto di tasca la sua penna multicolore e sta disegnando piccole figure geometriche sulla tovaglietta di carta. Dapprima in rosso, poi in viola, poi in azzurro, poi in verde, poi in giallo, poi in arancione; quindi si torna al rosso. A Eric piace quando il cibo arriva proprio alla fine di una delle sue sequenze di colore.

Questa volta le bevande arrivano quando lui è al giallo, e le pizze quando è all'arancione. Il viso di Eric si rilassa.

A noi è vietato parlare fuori del campus dei lavori che svolgiamo; ma Cameron sta ancora dondolandosi sulla sedia con aria impaziente quando abbiamo quasi finito di mangiare: è evidente che vuole informarci del problema che ha risolto. Mi guardo intorno. Nessun tavolo accanto al nostro è occupato. — Procedi — dico.

Cameron estrae dalla tasca un prospetto e lo spiega sul tavolo. Ci è vietato anche portar fuori documenti dal campus, per paura che possano cadere in mani sbagliate, però è una cosa che facciamo tutti. Molte volte è arduo parlare, mentre è tanto più facile scrivere ciò che si vuole spiegare o fare un disegno.

Sul prospetto riconosco gli schemi che Cameron ha collegato con una ricursione parziale che ha l'eleganza sobria di molte delle sue soluzioni. Tutti quanti li guardiamo e facciamo cenno di sì con la testa. — Molto bello — dice Linda. Le sue mani accennano un movimento di lato. Se fossimo al campus agiterebbe le braccia a mulinello, ma qui lei cerca di non farlo.

— Davvero — assente Cameron, e rimette in tasca il prospetto.

So che questo scambio di opinioni tra noi non piacerebbe alla dottoressa Fornum. Lei avrebbe voluto che Cameron spiegasse il prospetto, benché il suo significato sia chiaro a tutti noi; avrebbe voluto che noi facessimo domande, commentassimo, parlassimo del lavoro. Invece non c'è proprio nulla di cui parlare: tutti noi abbiamo visto perfettamente qual era il problema e sappiamo che la soluzione di Cameron è ottima sotto tutti i punti di vista. Qualunque altra aggiunta sarebbe solo fiato sprecato, e tra noi questo proprio non è necessario.

— Io mi stavo chiedendo quale sia la velocità del buio — dico abbassando gli occhi. Tutti si volgeranno a me, anche se per poco, e non voglio vedermi addosso i loro sguardi.

— Non ha una velocità — risponde Eric. — È solo uno spazio dove non c'è la luce.

— Cosa succederebbe se uno mangiasse una pizza in un mondo con una gravità maggiore di uno?

— Non lo so — dice Dale con aria preoccupata.

— La velocità della non conoscenza — commenta Linda.

Cerco d'interpretare ciò che lei ha voluto dire e ci riesco. — La non conoscenza si espande più velocemente della conoscenza — dico. Linda sorride e fa cenno di sì con la testa. — Quindi la velocità del buio potrebbe essere maggiore di quella della luce. Se davvero deve esserci sempre buio intorno alla luce, il buio deve trovarsi là prima della luce.

— Adesso voglio andare a casa — dice Eric. La dottoressa Fornum probabilmente vorrebbe che io gli domandassi se si è annoiato, ma io so che non lo è: vuole andare a casa perché è l'ora del suo programma favorito in TV. Ci salutiamo e io ritorno al campus. Voglio guardare ancora le mie girandole e le mie spirali occhieggiare per un poco, prima di tornare a casa a dormire.


Io e Cameron siamo in palestra e ci scambiamo qualche parola mentre rimbalziamo sui trampolini. Abbiamo fatto molto buon lavoro negli ultimi giorni e ci stiamo rilassando.

Перейти на страницу:

Похожие книги