Читаем La velocità del buio полностью

— Non posso immaginare che a qualcuno piaccia trovarsi in quelle condizioni — disse Crenshaw. — E se a qualcuno piace, sarebbe giustificabile chiedergli di sottoporsi a visita psichiatrica. Chi preferisce essere malato…

— Loro non sono malati - disse Aldrin.

— Handicappati, allora, che tuttavia preferiscono un trattamento speciale a una cura. Ciò farebbe supporre che soffrano di squilibrio mentale, il che costituisce un valido motivo di licenziamento.

Aldrin lottò di nuovo col desiderio di lanciare contro la testa di Crenshaw qualche oggetto contundente.

— Il trattamento potrebbe anche essere utile a tuo fratello.

Era troppo. — Fammi il favore di lasciare in pace mio fratello — sibilò Aldrin tra i denti.

— Su, su, non volevo affliggerti — lo consolò l'altro continuando a sorridere. — Era solo un'idea… — Gli fece un cenno pacificatore e si volse alla prossima vittima. — Adesso, Jennifer, parliamo di quelle scadenze che il tuo gruppo non sta rispettando…

Cosa poteva fare Aldrin? Niente. Cos'avrebbe potuto fare chiunque? Niente. Uomini come Crenshaw salivano in alto perché erano fatti così… almeno a quanto pareva.

2

Il signor Crenshaw è il nuovo dirigente di sezione. Il signor Aldrin, il nostro capo, lo ha accompagnato da noi il primo giorno. Non mi è piaciuto, perché ha la stessa voce falsamente cordiale di un insegnante di educazione fisica che avevamo alla scuola media. Lui pensava che insegnare a noi fosse inutile e sciocco, date le nostre limitazioni, e noi lo odiavamo tutti. Io non odio il signor Crenshaw, ma non provo alcuna simpatia per lui.

Oggi, andando al lavoro, mi fermo a un semaforo rosso a un incrocio; davanti a me c'è un furgoncino blu notte con targa della Georgia. La luce passa al giallo e il furgoncino parte sparato. Prima che io possa pensare "Non farlo!", due altri veicoli saettano dalla direzione opposta, un altro furgone beige con una striscia marrone e un'automobile avana, e il furgone più grande sbatte in pieno contro la fiancata del furgoncino. Il fracasso è spaventoso, i due veicoli girano su se stessi, vetri rotti volano dappertutto… Vorrei sparire entro me stesso, chiudo gli occhi.

Il silenzio torna lentamente, interrotto dai claxon delle macchine che non sanno perché il traffico si è fermato. Apro gli occhi: il semaforo è verde. La gente è uscita dalle automobili, i guidatori dei veicoli coinvolti nell'incidente stanno parlando.

Il codice della strada dice che una persona coinvolta in un incidente deve fermarsi e prestare assistenza; ma io non sono stato coinvolto e ci sono anche troppe persone a dare assistenza. Così do un'occhiata alle mie spalle e lentamente aggiro la scena dell'infortunio. Non sto facendo niente di male: con l'incidente non c'entro e se mi fermassi arriverei tardi al lavoro.

Quando arrivo al campus sono ancora scosso, perciò invece di andare in ufficio vado prima in palestra. Metto su la Polka e Fuga da Schwanda lo Zampognaro, perché ho bisogno di fare grandi rimbalzi per calmarmi. Sono già più rilassato quando entra il signor Crenshaw con la faccia lucida e arrossata.

— Be', be', Lou — dice. La sua voce è incerta, come se volesse suonare gioviale mentre in realtà è irritato. — Ti piace molto la palestra, eh?

— Sì, mi piace — rispondo.

— Hai bisogno di qualcosa che qui manca?

— No. — Mi servono tante cose che qui mancano, come cibo, acqua e un posto dove dormire, ma lui intende se mi manca qualcosa di quanto dovrebbe essere in questa palestra e che invece non vi si trova.

— Hai bisogno di quella musica?

Quella musica. Laura mi ha insegnato che quando la gente mette "quello" davanti a un nome implica un certo atteggiamento rispetto al nome stesso. Sto cercando d'immaginare quale atteggiamento abbia il signor Crenshaw rispetto alla musica quando lui continua, come succede spesso, senza aspettare che io risponda.

— È difficile cercar di mantenere un simile assortimento di musiche — dice. — Sarebbe più semplice se accendeste la radio e basta.

— La radio non va bene — rispondo. La sua faccia s'indurisce e capisco che sono sembrato brusco. Cerco di spiegare. — La musica deve adattarsi a me e deve essere quella giusta per produrre l'effetto giusto; e poi dev'essere solo musica strumentale, senza intervento di voce umana. Questo vale per tutti noi. Abbiamo tutti bisogno del tipo di musica che accontenti le nostre esigenze.

— Sarebbe molto bello se tutti potessimo avere la musica che più ci piace — dice il signor Crenshaw. — Ma la maggior parte della gente… — Dal suo tono si capisce che "la maggior parte della gente" per lui significa "la gente normale"… — … la maggior parte della gente si deve accontentare di quello che c'è.

— Capisco — dico, ma in realtà non capisco affatto. Chiunque potrebbe portarsi un player e qualche disco e mettere auricolari quando lo sente, proprio come facciamo noi. — Noi però… noi, gli autistici, gli handicappati… abbiamo bisogno della musica giusta.

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