Uscì a camminare per il centro, la mattina. S'aprivano larghe e interminabili le vie, vuote di macchine e deserte; le facciate delle case, dalla siepe grigia delle saracinesche abbassate alle infinite stecche delle persiane, erano chiuse come spalti. Per tutto l'anno Marcovaldo aveva sognato di poter usare le strade come strade, cioè camminandoci nel mezzo: ora poteva farlo, e poteva anche passare i semafori col rosso, e attraversare in diagonale, e fermarsi nel centro delle piazze. Ma capì che il piacere non era tanto il fare queste cose insolite, quanto il vedere tutto in un altro modo: le vie come fondovalli, o letti di fiumi in secca, le case come blocchi di montagne scoscese, o pareti di scogliera.
Certo, la mancanza di qualcosa saltava agli occhi (конечно, отсутствие чего-то бросалось в глаза): ma non della fila di macchine parcheggiate (но не цепи припаркованных машин), o dell'ingorgo ai crocevia (или пробки на перекрестках), o del flusso di folla sulla porta del grande magazzino (или поток толпы в дверях большого магазина), o dell'isolotto di gente ferma in attesa del tram (или островок неподвижных людей в ожидании трамвая); ciò che mancava per colmare gli spazi vuoti (то чего недоставало, чтобы наполнить пустые пространства) e incurvare le superfici squadrate (и искривить квадратные поверхности), era magari un'alluvione per lo scoppio delle condutture dell'acqua (было, пожалуй, наводнение из-за разрыва водопровода), o un'invasione di radici degli alberi del viale che spaccassero la pavimentazione (или нашествие корней деревьев бульвара, которые разбивали бы дорожное покрытие). Lo sguardo di Marcovaldo scrutava intorno (взгляд Марковальдо блуждал вокруг) cercando l'affiorare d'una città diversa (ища появление другого города), una città di cortecce (города коры) e squame (и чешуи) e grumi (и сгустков) e nervature (и ребер) sotto la città di vernice (под городом краски;
Certo, la mancanza di qualcosa saltava agli occhi: ma non della fila di macchine parcheggiate, o dell'ingorgo ai crocevia, o del flusso di folla sulla porta del grande magazzino, o dell'isolotto di gente ferma in attesa del tram; ciò che mancava per colmare gli spazi vuoti e incurvare le superfici squadrate, era magari un'alluvione per lo scoppio delle condutture dell'acqua, o un'invasione di radici degli alberi del viale che spaccassero la pavimentazione. Lo sguardo di Marcovaldo scrutava intorno cercando l'affiorare d'una città diversa, una città di cortecce e squame e grumi e nervature sotto la città di vernice e catrame e vetro e intonaco. Ed ecco che il caseggiato davanti al quale passava tutti i giorni gli si rivelava essere in realtà una pietraia di grigia arenaria porosa; la staccionata d'un cantiere era d'assi di pino ancora fresco con nodi che parevano gemme; sull'insegna del grande negozio di tessuti riposava una schiera di farfalline di tarme, addormentate.