Читаем La missione di Sennar полностью

«Le truppe sono esauste e siamo in netta inferiorità numerica rispetto ai nemici» disse il generale con voce spenta. «I rinforzi dalla Terra del Sole non arriveranno prima di dieci giorni. Non vi mentirò: siamo in una situazione senza via d’uscita.»

Galla era un uomo giovane e dai lineamenti delicati, con i capelli biondi e gli occhi di un blu cupo. Il suo matrimonio con Astrea era stato il primo misto della regione e aveva inaugurato una nuova era nei rapporti tra gli umani e le ninfe. Rivolse il viso addolorato verso Sennar: «Quando arriverà l’esercito di Zalenia?». «L’arrivo è previsto per la fine del mese, Maestà. Il viaggio è lungo...»

Galla scrollò le spalle. Era visibilmente prostrato dalla perdita della compagna e preoccupato per le sorti della sua Terra. «Voglio essere franco con voi, consiglieri: la Terra dell’Acqua non è più in grado di offrirvi alcuna protezione. Il nostro non è un popolo pronto alla battaglia. Le ninfe non sono certo in grado di combattere e gli uomini non sono mai stati addestrati alla guerra. Siamo in balia del nemico, temo.»

«Maestà, generale...» disse Sennar. «Abbiamo fatto l’incantesimo su tutte le armi, ora siamo in grado di ferirli. Certo, è poco, ma è pur sempre qualcosa. Non dobbiamo lasciarci prendere dallo sconforto.»

Theris, la ninfa che rappresentava la Terra dell’Acqua, prese la parola: «Ciò che dici è coraggioso, Sennar. Ma come possiamo illuderci? Dopo quarant’anni di guerra non abbiamo le forze per contrastare questo nuovo attacco». Dall’angolo in cui era seduta, Nihal ascoltava. Ascoltava e sapeva che non poteva più tentennare. Eppure, anche se voleva alzarsi e parlare, le gambe non le obbedivano.

«Il Consiglio va preservato a ogni costo, Sennar. E con esso tutti coloro che contrastano il Tiranno» intervenne il consigliere Sate, uno gnomo della Terra del Sole. «Per questo credo che non ci resti che la fuga. La Terra dell’Acqua ormai è perduta.»

Galla lo guardò con durezza. «Astrea è morta per la salvezza di questa Terra e voi mi proponete di fuggire? No, consigliere. Il mio posto è qui, tra la mia gente. Il mio destino sarà quello della Terra dell’Acqua.»

«Comprendiamo le vostre ragioni, Maestà» disse un Cavaliere «ma la salvezza del Consiglio è fondamentale. È soprattutto grazie al Consiglio che siamo sopravvissuti in questi anni. La sua fine significa la fine delle Terre libere. Sate ha ragione: il Consiglio deve lasciare la regione. L’esercito invece resterà qui, al vostro fianco.»

«Poniamo che questa sia la decisione giusta» intervenne Ido. «Resta il fatto che là fuori è pieno di quei maledetti fantasmi.»

Dagon si alzò in piedi. «Un modo ci sarebbe, Ido. Un rito che è stato usato pochissime volte. Unendo la magia di tutti i consiglieri, è possibile recitare un incantesimo che permette di spostarsi in luoghi lontani.»

«La mia regina è morta, Dagon» disse Theris. «Io resterò qui. Non posso fare altrimenti.»

Il rappresentante della Terra del Mare chiese la parola. «Un momento, consiglieri. Va bene, lasciamo pure che il Consiglio si salvi. E poi? Qui non è in gioco solo la salvezza del Consiglio. Questo è un attacco a tutte le Terre libere: se non troviamo un modo per contrastare il Tiranno, saremo comunque inghiottiti dalle tenebre. Qui o ovunque saremo.»

Nella sala scese il silenzio.

Nihal fissava la fiamma tremula delle candele. Non c’è altro modo, Nihal, non c’è altra scelta. La strada è già tracciata, devi solo percorrerla. Quando si alzò in piedi, sentì gli occhi di tutti puntati addosso. Uscì senza voltarsi indietro.

Quando varcò la soglia, Nihal venne assalita dal puzzo di marcio e di erbe aromatiche. Debole com’era, l’odore le diede il voltastomaco. Si fece forza e avanzò tra i mazzi di fiori secchi che pendevano dal soffitto, finché vide la figura curva e infagottata, china su una pergamena.

La vecchia alzò la testa con un movimento brusco. Un sorriso ambiguo le si dipinse sul volto incartapecorito.

Nihal la guardò per qualche istante. Poi, con voce ferma, disse:

«Sono pronta a partire, Reis».

Personaggi.

Aires: figlia di Rool.

Anfitris: bambina di Zalenia.

Assa: capitale della Terra del Fuoco.

Astrea: ninfa, regina della Terra dell’Acqua.

Barod: amico d’infanzia di Nihal.

Benares: pirata, amante di Aires.

Cob: ragazzo di Zalenia.

Daeb: gnomo, antico re della Terra del Fuoco, nonno di Ido.

Dagon: Membro Anziano del Consiglio dei Maghi.

Deliah: mago di Zalenia.

Dodi: mozzo di bordo della nave di Rool.

Dola: gnomo, guerriero dell’esercito del Tiranno, fratello di Ido.

Eressea: villaggio di Zalenia nei pressi del gorgo.

Faraq: locandiere del villaggio di Sennar, nella Terra del Mare.

Fen: Cavaliere di Drago, compagno di Soana, morto in battaglia.

Flogisto: mago della Terra del Sole, vecchio maestro di Sennar durante il suo apprendistato per diventare consigliere.

Gaart: drago di Fen.

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