«Proprio così» ammise. «C’è del vino? Se bevo qualcosa di più forte rischio di svenire. Sono passate parecchie ore da quando ho fatto colazione.» Mentre Milton apriva il frigo e tirava fuori una bottiglia di vino bianco Beth si guardò intorno. «Dove sono… tutti gli altri?»
«A scoprire le meraviglie della nuova era dell’elettronica, credo. Nel seminterrato.»
Milton le porse del vino. «È tutto incredibile, vero?»
Beth annuì. Il vino era eccellente. «Scommetto che è a otto gradi» disse sollevando il bicchiere. «Vuoi scommettere?»
Milton rise. «È bello rivederti. Quanto tempo è passato? Quattro, cinque anni? Sei esattamente come allora, stupenda.»
«Anche tu» disse Beth, ed ebbe la sensazione che in lei fosse scattato qualcosa. Si ricordò che quando lo aveva conosciuto, dieci anni prima, Milton le ispirava soggezione con le sue maniere impeccabili, la sua eleganza, i vestiti costosi e un’istruzione davvero ammirevole. In sua presenza Beth si comportava timidamente e si ammutoliva perché non riusciva a vedere oltre quella facciata di buone maniere. Non era mai riuscita a cogliere la vera personalità di Milton al di là del sorriso. Ora, per la prima volta, si sentiva a suo agio con lui. Non che adesso si lanciasse in grandi conversazioni, semplicemente non le importava più. A San Francisco Milton aveva una moglie elegante e due ragazzi eccezionali che frequentavano ottime scuole e ottenevano ottimi voti. Si domandò di cosa parlasse gente come quella. Laura si avvicinò lentamente al bar.
«Milton, tesoro, c’è del ghiaccio?» La voce di Laura era carezzevole, proprio come Beth la ricordava. Laura si voltò verso di lei e le sorrise. «Ho sentito cosa ha detto Milton ed è vero, cara. Hai davvero un bell’aspetto. Mi è sempre piaciuta quella gonna.»
Beth strinse con più forza il bicchiere e annuì, distolse lo sguardo soffermandosi sul giardino e non replicò. La prima impressione era che avessero portato enormi quantità di terra per creare una collinetta artificiale; ora invece si accorse che tutte le piante erano poste in vasi sistemati a semicerchio su gradoni che arrivavano sino al primo piano, da cui si affacciava una balconata. L’illusione di essere ai piedi di una collina era magica, e sebbene fino a un certo punto fosse possibile penetrare con lo sguardo dentro all’intricata vegetazione, non si riusciva a vederne la fine. L’illusione era che il giardino si estendesse all’infinito. C’erano banani, palme e filodendri rampicanti con foglie lunghe un metro. C’erano orchidee che pendevano dagli alberi e crescevano dentro a piccole ceste o a tronchi d’albero. Aranci e limoni in fiore profumavano l’aria, ma l’odore che sovrastava tutti gli altri era quello del cloro della piscina. L’aria era pesante e umida, simile a quella di una giungla, e in sottofondo si sentiva sempre lo scroscio della cascata che si gettava nella vasca.
In fondo all’atrio apparvero Gary e Bruce Elringer. Sembravano due gocce d’acqua, pensò distrattamente Beth. I fratelli stavano litigando, il volume delle loro voci era alto e nessuno dei due ascoltava quello che diceva l’altro, nessuno dei due riusciva a sentirlo. Avevano entrambi capelli ricci e scuri e occhi azzurri, ma Bruce era poco più alto di Gary. Erano tutti e due paffuti con gambe un pochino troppo corte rispetto al busto.
«Che bello spettacolo» commentò Laura Westerman strascicando le parole.
«Sta’ zitta» le ordinò Harry Westerman.
Beth si voltò sorpresa. Non aveva visto entrare Harry che si era materializzato all’improvviso al fianco di Laura. Ancora più sorprendente per Beth fu l’espressione che attraversò il volto di Laura. La donna si irrigidì e per un attimo parve anche spaventata prima di riprendere la consueta maschera. Beth guardò Laura e il marito. Harry Westerman era un uomo solido sotto tutti i punti di vista, aveva capelli grigi e ispidi, un corpo duro come l’acciaio, occhi neri e penetranti. Non era grosso di corporatura, sia Jake Kluge che Milton erano più alti e massicci, ma dava l’impressione di possedere una grande forza. Sembrava un saltatore con l’asta l’attimo prima di spiccare il balzo. Emanava questo tipo di tensione, una travolgente energia che Harry tentava consapevolmente di contenere. Di lui si diceva che non avesse mai guardato una montagna senza provare l’irresistibile desiderio di scalarla, cosa che gli riusciva regolarmente. Se si fosse accorto o meno della presenza di Beth non lo diede a vedere, continuò semplicemente a fissare i due fratelli che venivano verso di loro, con uno sguardo remoto e indecifrabile.
Anche Beth si voltò a guardarli. Stavano ancora discutendo animatamente. Riuscì a cogliere alcune parole come: "Riesaminare il budget", "Andare in fallimento", "Rischiare di andare in rovina" o cose simili, ma prima che comprendesse il senso del discorso Gary la vide e interruppe bruscamente ciò che stava dicendo. Si affrettò verso di lei, l’afferrò per le braccia e la scosse leggermente.